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KIKINDA (Vojvodina)Viaggio in Italia: tre centri di potere e di cultura dell’Italia antica

ore 19.00:“ORTIGIA, UN MUSEO A CIELO APERTO NEL CUORE DI SIRACUSA”  (Sicilia)regia di Carlo De Domenicodurata: 30’; colore; lingua: italiano con sottotitoli in serbo “Avete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città  greca, e la più bella di tutte. Signori giudici, è proprio come dicono. “  (Marco Tullio Cicerone, In Verrem, II, 4.117)Siracusa, quarta città della Sicilia per grandezza, è dal 2005 Patrimonio dell’Umanità. Il suo centro storico si trova nel quartiere di Ortigia, l’isola collegata alla terraferma dove si stabilirono i primi abitanti fin dall’età del Bronzo.I monumenti e i siti archeologici situati in quest’area sono il più grande esempio di un’eccezionale creazione architettonica che raggruppa diversi aspetti culturali, dal Tempio di Apollo del VI secolo a.C. al Duomo barocco edificato sul preeesistente tempio ionico di Athena dell’VIII secolo a.C., alla celeberrima Fonte Aretusa.

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ore 20.00:“OMAGGIO A ROMA” (Italia, 2009)regia di Franco ZeffirelliGenere: documentario; durata: 21’; coloreLingua: italiano con sottotitoli in italiano Con: Monica Bellucci e Andrea Bocellii“Roma ha avuto già tutto, è una città straordinaria e mi ha affascinato scoprire come è semplice e come addosso ce l’abbiamo tutti. Si potrebbe andare avanti una vita a raccontarla”  (Franco Zeffirelli)Il documentario “Omaggio a Roma”, di Franco Zeffirelli, realizzato con la collaborazione del Comune di Roma e del Ministero per il Turismo, è stato presentato come evento speciale al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2009.“Omaggio a Roma” è un viaggio attraverso la storia millenaria dell’Urbe, dalle testimonianze di Roma imperiale all’immenso patrimonio archeologico e artistico dei secoli successivi, dal Rinascimento al Barocco berniniano alle moderne soluzioni architettoniche che fanno di Roma un museo a cielo aperto in continua trasformazione. Franco Zeffirelli esplora la Città Eterna nei suoi angoli più misteriosi e magici. Il tenore Andrea Bocelli e l’attrice Monica Bellucci interpretano i ruoli di Mario Cavaradossi e di Tosca in una particolare rivisitazione della “Tosca” di Giacomo Puccini, opera romana per eccellenza. Dalle mura di Castel Sant’Angelo, dove culmina la tragica vicenda dei due sfortunati innamorati, il regista si sposta nelle strade e nelle piazze del centro, seguendo Gregory Peck e Audrey Hepburn nelle loro vacanze romane, e  Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nella fontana di Trevi. Il viaggio termina con le due icone romane per eccellenza: il Colosseo e Anna Magnani, che si esibisce in una delle sue più struggenti e accurate interpretazioni.


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ore 21.00: “CERVETERI, LA CITTA’ E LA NECROPOLI” (Lazio, 2011)regia di Alan Badel durata: 45’; colore; lingua: italiano con sottotitoli in serbo Cerveteri, fondata intorno al IX secolo a.C. da coloni tessali con il nome di Agylla, fu  in seguito conquistata dagli Etruschi che la trasformarono in un centro politico e militare talmente importante da essere a capo della cosiddetta Dodecapoli, una lega militare formata, appunto, dodici città-stato etrusche. Cerveteri era anche un centro commerciale molto attivo, che manteneva intensi rapporti con la Grecia. Proprio per le sue antiche origini, fu anche l’unica città etrusca ad avere un proprio luogo speciale, il cosiddetto “Tesoro degli Agyllei”, nel santuario di Apollo a Delfi.La città, da cui proveniva quel Tarquinio Prisco che a Roma diede inizio alla fase etrusca della monarchia, iniziò a declinare nel V secolo a.C., fino a perdere ogni importanza dopo la conquista romana nel secolo successivo.In piena epoca imperiale, Cerveteri era ancora famosa per le sue terme, che secondo lo storico greco Strabone erano più affollate della città stessa, ormai in rovina.A poca distanza si trova la Necropoli della Banditaccia, inserita nel 2004 nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Si tratta di un vasto complesso sepolcrale, con tombe che vanno dal IX all’VIII  secolo a.C., a forma di pozzetto. Dal VII al III secolo a.C., in pieno periodo etrusco, la necropoli si estende con le tipiche sepolture a tumulo e  a forma di dado.Gli interni di queste tombe rivelano la ricchezza e la complessità del mondo spirituale etrusco, in cui i confini fra la vita terrena e il regno misterioso e temibile dell’aldilà non sono mai certi e la gioia di vivere, tipica di questo popolo, appare sempre velata dalla malinconica certezza dell’inevitabile fine.

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