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XXIV Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Belgrado

Si svolgerà dal 28 maggio al 2 giugno prossimi nell’atrio del Museo Nazionale di Belgrado la XXIV Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Belgrado, organizzata dal Museo Nazionale di Belgrado in collaborazione con principali istituzioni culturali serbe e internazionali attive nella capitale serba. La Rassegna offre agli esperti del settore e al vasto pubblico di appassionati la possibilità di conoscere le produzioni più recenti nel settore dell’archeologia e delle discipline affini.

L’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, uno dei principali promotori della Rassegna fin dalla prima edizione, presenta cinque documentari italiani, messi a disposizione dell’Istituto dai loro autori grazie alla preziosa collaborazione del RAM film festival della Fondazione Museo Civico di Rovereto, la cui prossima edizione si terrà dal 2 al 6 ottobre 2024 a Rovereto. Tutti i documentari saranno presentati in versione originale italiana, con sottotitoli in lingua serba.

Pablo di Neanderthal (Italia, 2022)

Regia: Antonello Matarazzo; Durata: 63’; Produzione: ESKIMO (Dario Formisano); Consulenza scientifica: Pablo Echaurren

Cosa sarebbe successo se l’uomo di Neanderthal avesse prevalso sull’Homo sapiens? Come si sarebbe sviluppata la nostra specie? Che relazione c’è tra l’arte e l’evoluzionismo? E infine: cosa c’entra in tutto questo Marcel Duchamp? Questo non è un documentario e non è il portrait dell’artista Pablo Echaurren, ma una riflessione in forma di caleidoscopio sul nostro passato, sul nostro presente e sul nostro futuro.

La terracotta preistorica (Italia, 2023)

Regia: Saverio Caracciolo; Durata: 28’; Produzione: Saverio Caracciolo; Consulenza scientifica: Dario Godano

In Calabria sull’altopiano del Monte Poro, in località Torre Galli, in provincia di Vibo Valentia, tra il 1922 e il 1923 l’archeologo Paolo Orsi portò alla luce una necropoli della prima età del Ferro rinvenendo più di 300 tombe dotate di numerose suppellettili sepolcrali. Lì vicino vive Cosmo Rombolà, 81 anni, fin da giovane affascinato da queste popolazioni; studiando i contenuti delle tombe è riuscito a riprodurne il vasellame, utilizzando le stesse misure e tecniche, come la cottura sotto terra.

Firenze città d’acque (Italia, 2022)

Regia: Massimo Becattini, Sandro Nardoni, Luciano Nocentini; Durata: 65’; Produzione: Film documentari d’arte – Art Meet; Consulenza scientifica: G.C. Romby, C. Massi, F. Gallori, B. Arbeid, M. Cozzi

Il film vuol dare di Firenze un’immagine originale, lontana dagli stereotipi, superando una visione solo storico-artistica, legandola piuttosto ai miti, alle storie, ai personaggi che “corrono” lungo i fiumi minori che l’attraversano. Grazie all’elemento acqua il film attraversa temi di carattere storico, antropologico e artistico, proponendo un’esperienza visiva che trasporti lo spettatore in un “altrove” a lui ignoto, pur partendo da luoghi – solo in apparenza – familiari.

La terra di Yrnm (Italia, 2022)

Regia: Nicola Ferrari; Durata: 52’; Produzione: Anna Silvia e Nicola Ferrari per Obiettivo Mediterraneo; Consulenza scientifica: Sebastiano Tusa, Valeria Li Vigni Tusa

L’isola di Pantelleria, sinonimo di vacanze, passito e capperi, ospita una delle aree archeologiche più importanti del Mediterraneo. Da anni, ogni estate, più di 50 tra archeologi e studenti provenienti da tutto il mondo si recano sull’isola e riaprono gli scavi interrotti l’anno precedente. Ad accompagnare le loro attività il racconto di Sebastiano Tusa, archeologo siciliano di fama internazionale, Soprintendente del Mare e Assessore dei Beni culturali della Regione Siciliana, prematuramente scomparso.

Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia (Italia, 2023)

Regia: Samuele Gottardello; Durata: 52’; Produzione: Controcampo Produzioni SRL- Venezia, in collaborazione con Università Ca’ Foscari Venezia con il contributo di Regione del Veneto POR FESR 2014-2020 – Azione 3.3.2.; Consulenza scientifica: Diego Calaon

Un viaggio nella Laguna di Venezia, alla ricerca delle radici romane della città insieme a pescatori, archeologi, artisti, subacquei e a una ragazza non vedente. Nel film, racconto archeologico e antropologico si intrecciano in una narrazione non lineare come i canali della Laguna. Mentre le mani degli archeologi affondano nel fango e riscrivono la storia delle origini di Venezia, nell’acqua torbida si scorgono le vestigia di una civiltà scomparsa ma che si può ancora intravedere nei racconti dei protagonisti.

Per ulteriori informazioni: http://www.narodnimuzej.rs

  • Organizzato da: Museo Nazionale di Belgrado
  • In collaborazione con: IIC Belgrado