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FRANCO NERO. RETROSPETTIVAGIORNATA NERA PER L’ARIETE (Italia, 1975)

FEST/Festival Internazionale del Cinema di Belgrado (42a edizione)Presenza di FRANCO NERO a Belgrado

GIORNATA NERA PER L’ARIETE (Italia, 1975)regia di Luigi Bazzonidal romanzo “Il segno dell’assassino” di David McDonald DevineGenere: giallo; durata: 90’; coloreLingua: italiano con sottotitoli in serboCon: Franco Nero,Guido Alberti, Agostina Belli, Rossella Falk, Ira Furstenberg,Corrado Gaipa, Silvia Monti, , Edmund Purdom, Wolfgang Preiss,Pamela Tiffin Andrea Bild,un giornalista romano che si occupa di cronaca nera , riceve dal suo direttore l’incarico di indagare contemporaneamente sull’aggressione subita da un giovane insegnante d’inglese e sul misterioso assassinio della moglie di un medico. Ma proprio quest’ultimo, infastidito dalle ricerche del cronista, ottiene dal direttore del giornale che Andrea venga sollevato dall’incarico. Deciso ad andare fino in fondo e fedele al suo dovere professionale, il giornalista continua le indagini per conto proprio, ma si ritrova coinvolto in una spirale di omicidi, dei quali diventa il principale sospettato. Tuttavia, dopo aver convinto la polizia a lasciargli ventiquattr’ore di tempo, Andrea scopre alcune coincidenze tra i vari delitti e smaschera l’assassino proprio mentre sta per uccidere l’ennesima vittima. Tratto da uno dei romanzi gialli dello scrittore britannico David McDonald Devine, il film si inserisce nel filone in voga negli anni Settanta del cinema poliziesco italiano, che riprende il modello americano dell’eroe solitario in lotta contro il crimine, spesso in contrapposizione con le forze di polizia, presentate come inefficienti, quando non colluse con i criminali stessi.La pellicola si avvale della fotografia di Vittorio Storaro e della colonna sonora di Ennio Morricone, che contribuiscono in notevole misura al successo del film, nel quale, accanto a consumati attori di teatro come Rossella Falk e Corrado Gaipa, compaiono due attori hollywoodiani di fama consolidata, Edmund Purdom e Pamela Tiffin e un industriale, Guido Alberti, che preferisce la decima musa alla conduzione delle sue imprese. E proprio la moglie di quest’ultimo, la famosa astrologa Lucia Alberti, avrebbe suggerito il titolo del film, tratto da uno dei suoi pronostici, seguendo la tendenza a inserire nomi di animali nei titoli,lanciata da Dario Argento, che si stava affermando allora come uno dei maestri  del giallo e dell’horror all’italiana.

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