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FRANCO NERO. RETROSPETTIVAGENTE DI RISPETTO (Italia, 1971)

FEST/Festival Internazionale del Cinema di Belgrado (42a edizione)Presenza dell’attore FRANCO NERO a Belgrado

GENTE DI RISPETTO (Italia, 1975)regia di Luigi Zampadal romanzo “Gente di rispetto” di Giuseppe Fava Genere: drammatico; durata: 113’; coloreLingua: italiano con sottotitoli in serboCon: Franco Nero,Franco Fabrizi, Aldo Giuffrè,Claudio Gora, Jennifer O’ Neill,Orazio OrlandoFra i vari filoni della produzione cinematografica italiana degli anni Settanta un particolare rilievo spetta al cinema di denuncia politica e sociale, che molto risente del clima generale di quegli anni assai difficili per la società civile e le istituzioni democratiche del Paese. Il film “Gente di rispetto”, diretto da Luigi Zampa,  rientra nel novero delle pellicole cosiddette “impegnate” con cui registi e sceneggiatori come Damiano Damiani , Carlo Lizzani o Elio Petri , intendevano trattare argomenti di scottante attualità. Luigi Zampa affronta di nuovo il tema della criminalità organizzata, che era già stato al centro di uno dei suoi migliori film, “Processo alla città” del 1952, mentre Franco Nero ritorna nella Sicilia vittima dello strapotere delle cosche e della debolezza delle autorità statali, dopo aver rivestito i panni del capitano Bellodi ne “Il giorno della civetta”, il film diretto nel 1968 da Damiano Damiani,per il quale aveva ottenuto il Premio come migliore attore protagonista ai David di Donatello di quell’anno.Nel ruolo del professore Michele Belcore,  Franco Nero recita  accanto a due celebri attori hollywoodiani, James Mason, nella parte di un avvocato, e Jennifer O’Neill, che impersona una maestra appena arrivata dal Nord e coinvolta, suo malgrado, in una serie di delitti di chiara matrice mafiosa. Il mistero si infittisce quando appare chiaro il rapporto fra la donna, troppo lontana dalla cultura e dalla mentalità locali, e alcuni personaggi- la “gente di rispetto” del titolo- che, per motivi inconfessabili ,proteggono la nuova arrivata. Il film  è tratto dall’omonimo romanzo del giornalista siciliano Giuseppe Fava, da sempre impegnato contro la mafia, che collaborò alla sceneggiatura. Fava ,  direttore  responsabile del Giornale del Sud e fondatore de “I Siciliani”, il secondo giornale antimafia in Sicilia, vinse  l’Orso d’Oro al Festival di Berlino del 1980 con il film “Palermo o Wolfsburg”.  Nel 1984, vittima di una cosca mafiosa, pagò con la vita il suo coraggioso impegno sociale e civile.

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