Venerdì 13 marzo alle ore 20.00 presso la Sala grande del Municipio di Subotica si terrà il concerto Il canto di Napoli con Pina Porzio, voce, e Vito Maggiolino, pianoforte, organizzato dal Centro Culturale Italiano “Piazza Italia” di Subotica, con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado e dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado.
Con un itinerario storico attraverso la canzone napoletana si intende celebrare un compleanno importante, 2500 anni dalla fondazione di una città italiana antichissima: Napoli.
Napoli ha una storia ricca e millenaria. Fondata dai cumani nell’VIII secolo avanti Cristo con il nome Partenope, divenne colonia greca e fu chiamata Neapolis – città nuova – e successivamente città romana. Cadde poi sotto il dominio delle popolazioni barbariche e fu conquistata da Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi. La lunga storia di tutte queste dominazioni – greche, romane, spagnole, francesi, passando attraverso i re Borboni, fino all’unificazione nel Regno d’Italia nel 1861, insieme alle vicende storiche e le guerre del secolo scorso, ne hanno forgiato l’identità e, allo stesso tempo, ferito l’anima. Ma non ne hanno mai piegato lo spirito, rendendola una città unica al mondo.
Il viaggio attraverso la storia della canzone napoletana inizia con un antico canto del 1200, epoca in cui regnò Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi. Jesce sole era il canto delle lavandaie che invocavano il sole quasi come una divinità, con una preghiera ad asciugare con il suo calore il bucato e ad alleggerire il lavoro quotidiano.
La canzone napoletana attraverso i secoli avrebbe poi maturato la sua identità offrendo un repertorio ricco e unico, che comprende brani noti ed eseguiti dai più grandi cantanti del mondo (Elvis Presley, Dean Martin, Frank Sinatra, Luciano Pavarotti, etc.).
Tra i successi più acclamati citiamo Je te voglio bene assaje, atto di nascita della canzone napoletana classica, Torna a Surriento, fino ad arrivare a Napule è di Pino Daniele e Caruso di Lucio Dalla, ispirato alla vita del grande tenore Enrico Caruso. Con l’esecuzione della famosissima ‘O sole mio il viaggio idealmente termina laddove era cominciato, con il sole che ancora oggi illumina e riscalda il grande cuore di Napoli.